Archivio mensile:ottobre 2010

Decorazioni di zucchero

decorazioni di zuccheroE’ sempre bello per le feste dei bambini, per San Valentino, Natale, Pasqua e tutte le ricorrenze importanti, creare un dolce per far felici i nostri cari. Ma invece di portare in tavola sempre le solite torte, non sarebbe meglio personalizzarle in base all’evento o al festeggiato?

Con questo libro potete imparare come utilizzare lo zucchero per decorare le torte, e grazie alle illustrazioni potete prendere molti spunti per realizzare un dolce unico, colorato e divertente per le persone a voi più care.

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Dolce d’inverno: torta di nocciole

tortanocciole La nocciola è il frutto di una pianta molto simile ad un cespuglio che cresce e fruttifica allo stato selvaggio sulle colline e sulle pendici delle montagne. E’ favorita dai climi miti, tipicamente mediterranei.

La nocciola, di forma tondeggiante, è racchiusa in un involucro di foglioline poste a corona che la tengono saldata alla pianta. A maturazione le foglioline si staccano, si allargano e il frutto cade spontaneamente.

Disponibili teoricamente in tutto l’arco dell’anno, le nocciole, come l’altra frutta seccca, verso i mesi estivi si rinsecchiscono all’interno proprio della parte edibile. La leggerezza farà capire all’acquirente se si tratti più o meno di un frutto già troppo secco.

Le nocciole si conservano a lungo, a temperatura ambiente, ma, soprattutto per quelle sgusciate, è bene accertarsi che non siano irrancidite.

Hanno un utilizzo abbastanza vasto in cucina, soprattutto in pasticceria.

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La meringa: un dolce friabile e leggerissimo

MeringheNel linguaggio tecnico, il nome meringa indica uno degli impasti di base della pasticceria, formato da albume d’uovo, montato a neve molto ferma, e zucchero a velo, cotto poi al forno fino ad ottenere, eliminando l’umidità, un composto molto secco, friabile, leggerissimo, usato come base per torte e gelati, soprattutto se si impiega la panna montata, oppure modellato per ottenere, dopo la cottura, dei pezzi di piccola pasticceria a forma di mezze sfere.

Sono appunto queste mezze sfere di meringa che, accoppiate a due a due con una cucchiaita di chantilly montata molto ferma, vengono generalmente chiamate meringhe.

Vengono in genere preparate al momento di servirle e vanno consumate subito.

Volendo si può completare la composizione mescolando alla panna pochi pezzettini di candito o cioccolata amara, e cospargendola con pochissimo cacao in polvere.

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Ricette base, il Pan di Spagna all’italiana

pandispagnaPan di Spagna è il nome che in pasticceria si dà ad un impasto morbido e soffice, non lievitato, e cotto al forno. Lo si usa raramente da solo e viene piuttosto utilizzato per preparare dolci inzuppati, pasticcini, torte farcite.

La ricetta è antica e si trova in libri del Seicento ( fra gli altri quello del Tanara, “L’economia del cittadino in villa“).

E’ uno dei dolci più semplici, a base di uova, zucchero, fecola di patate che, appunto per la mancanza di altri ingredienti che ne eleverebbero il potere calorico, può essere usato in diverse occasioni. E’ indicatissimo nelle inappetenze dei bambini, nell’alimentazione di persone anziane, nei soggetti sottopeso e, in genere, nella dieta di tutti coloro che non riescono con la razione normale a raggiungere la quota di zuccheri di cui necessitano Continua a leggere

Saporite melanzane alla provenzale

melanzaneripiene La melanzana è una pianta probabilmente originaria dell’India.

Il frutto è una bacca voluminosa con buccia lucente, spessa, e polpa fibrosa, dura e di sapore amaro che diventa tenera e gradevole con la cottura.

Le diverse varietà sono caratterizzate dalla forma del frutto e dal suo colore (nero-violetto, viola chiaro, porporino, bianco).

Il loro uso in cucina è molto discontinuo: nell’Italia Settentrionale compaiono raramente in tavola cucinate, per lo più, senza fantasia, mentre nel Sud, ed in particolare in Sicilia, sono un cibo insostituibile e contano un ricettario molto ricco e variato.

Si va dalle paste asciutte come la pasta alla Norma, alle guarnizioni; inoltre, messe sott’olio, le melanzane costituiscono un ottimo antipasto.

Eguale entusiasmo nella cucina mediorientale e in quella turca.

Per prepararle a qualsiasi uso è necessario che le melanzane vengano tagliate in fette, più o meno sottili, cosparse di sale (preferibilmente grosso)  da entrambi i lati e poste a scolare per almeno un paio d’ore. Questo procedimento fa sì che esse perdano il loro liquido amaro.

Prima di utilizzarle per la preparazione desiderata è necessario sciaquarle e asciugarle su un panno. Continua a leggere

Mele caramellate all’americana, deliziosa e nutriente merenda

mele-caramellateLa mela è il frutto prodotto da un albero della famiglia delle Rosacee già conosciuto dai Romani.

La buccia è liscia, di colore uniforme o sfumato, variabile dal giallo verdastro, al rosa, al rosso intenso; anche la polpa ha un colore variabile, dal bianco al verde pallido o al giallo rosato.

Di questo frutto si conoscono oltre 7000 varietà.

Le mele contengono un enzima detto ossidasi, particolarmente abbondante in alcune varietà, che provoca il rapido annerimento del frutto tagliato.

Per ciò che riguarda l’uso in gastronomia, occore fare una distinzione fondamentale fra la cucina italiana (e, in genere, quella delle zone del mediterraneo) e le gastronomie del centro Europa: da noi le mele sono usate come frutta fresca oppure come elemento da elaborare in pasticceria; nella zona interna del nostro continente questo frutto, specie nei tipi aciduli, viene invece utilizzato anche in cucina, per accompagnare piatti più sostanziosi , ed in particolare quelli di maiale. Questa tradizione europea risale al nostro Rinascimento, quando erano gli italiani ad imporre piatti dolci e salati.

I pregi delle mele sono molti: si conservano bene, anche senza speciali accorgimenti, per molte settimane; si prestano ad essere cotte intere, con la buccia o senza, in tegame o al forno, con quantità di zucchero che variano, senza compromettere la riuscita, a seconda dei gusti personali; servono per preparare marmellate, puree, dolci di ogni tipo. Si adattano anche ad essere servite come contorno, come avviene in molti Paesi, specie nell’Europa centro-settentrionale, da sole, o assieme a patate o altro.

Cuocendo le mele intere, con la buccia, è bene liberarle dal torsolo, usando uno scavino: si ottiene uno spazio centrale in cui inserire lo zucchero che, unitamente al succo di mela, dà un eccellente caramello.

I modi di gustare le mele sono molteplici e, accanto alla classica torta, sono buonissime anche caramellate, tipico modo di gustarle americano.

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Torta sabbiata, dolce rustico con mandorle e noci

tortasabbiosa Sabbiata è un termine comune sia alla pasticceria italiana, sia francese che centro-europea (sablè), per indicare un impasto dolce molto simile a quello della pasta frolla, ma che , cuocendo, dà una composizione friabile e, come dice il nome, tale da ricordare la sabbia “lavorata” per gioco sulla spiaggia, facilmente sgretolabile.

In Italia la torta sabbiata (o sabbiosa, in alcune città) è un dolce piuttosto rustico, anche nell’aspetto, che ricorda altri dolci più duri e compatti, come la sbrisolona mantovana.

In Francia e altrove, i sablès sono invece dei biscotti o dei pasticcini cotti al forno, talvolta farciti, o con un impasto arricchito con mandorle e noci, decorati con la stessa frutta secca. Sono dolci a media conservazione, che migliorano di gusto e friabilità nei primi due o tre giorni dopo la cottura e possono essere conservati, in scatole di metallo, per qualche settimana, purchè collocati in un luogo fresco e asciutto.

E’ preferibile servire la torta sabbiata un giorno o due dopo la cottura; ciò la rende un perfetto dolce da avere in casa anche in caso dell’arrivo di ospiti inattesi.

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Salsa al cioccolato mille usi

salsaalcioccolatoSalsa dolce è il nome tecnicamente corretto di alcune creme e delle marmellate rese fluide con aggiunta di sciroppo, servite con dolci o gelati.

Fra le creme la più nota è la salsa al cioccolato, di consistenza intermedia fra quella di un budino e quella di una cioccolata in tazza.

Si serve di solito calda su dolci a base di paste lievitate – focacce, madeleine, ecc – tagliate a fette, o su composizioni di biscotti o gelati; fredda (ma si realizza addizionando la crema inglese con del cioccolato amaro e della panna montata) si usa per guarnire budini o pandispagna.

Escoffier chiama salse dolci, se impiegate in modo analogo, anche la crema inglese e lo zabaione.

Questa preparazione va servita in salsiera, affinchè ogni commensale possa aggiungere il quantitativo che desidera al dolce che ha sul piatto.

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Torta vellutata al cocco, dessert da sogno

Il coccotortavellutatalcocco è una pianta originaria dell’arcipelago indonesiano e diffusa, nell’antichità, in tutta l’area del Pacifico.

Fu scoperta dagli europei grazie all’apporto di spagnoli e portoghesi che ne poterono apprezzare le qualità durante l’esplorazione delle coste dell’America centro- meridionale; dal 1525 cominciarono a coltivarlo diffondendolo anche sulle coste orientali.

Si tratta di una pianta che cresce su tutta la fascia tropicale e che è molto sensibile al freddo; anche piccoli abbassamenti di temperatura possono farla marcire dalle radici.

E’ inoltre soggetta all’attacco del Rynchophorus ferrugineus, noto come Punteruolo Rosso delle palme. Questo parassita originario dell’Asia, si è diffuso prima in Medio Oriente e successivamente nel bacino del Mediterraneo, provocando la devastazione di intere coltivazioni di palme.

Il cocco si presenta in dei frutti molto grandi detti noci, protetti da un rivestimento particolarmente duro e coperto da filamenti.

Si può utilizzare fresco, liofilizzato, sotto forma di latte o di crema, od anche di farina.

Si tratta di un alimento molto versatile, utilizzato sia in preparazioni dolci che salate, queste ultime particolarmente apprezzate soprattutto nella cucina bahiana.

Un’abbinamento particolarmente gustoso è quello con il cioccolato. E la torta vellutata al cocco ne è un ottimo esempio!

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Sorbetto al limone, semplice e rinfrescante

sorbettoallimone Con il termine sorbetto si indicano, in gelateria, le composizioni “magre”, e cioè prive di panna e uova. Il sorbetto infatti è preparato di massima con una purea o un succo di frutta, con caffè, tè o altro, mescolati ad uno sciroppo di zucchero. In alcuni casi si adopera anche il vino o il liquore diluito, come nel punch alla romana.

Il sorbetto (il nome ha origine araba: sarebbero stati appunto gli Arabi a farlo conoscere ai Siciliani) è molto più leggero di un gelato a base di crema: per questo, nei grandi menù dell’Ottocento, veniva servito a metà banchetto, con la convinzione che il processo digestivo fosse così agevolato.

La preparazione casalinga del sorbetto, per quanto laboriosa, è più facile di quella dei gelati. Il sorbetto può anche essere fatto condensare, nella gelatiera elettrica o nel freezer, in modo da ottenere un composto omogeneo risultante dalla massa di cristalli minuti, oppure una massa di cristalli di ghiaccio di misura maggiore, tanto che a volte la parte acquosa risulta separata da quella di base, che ha punti di condensazione a freddo diversi: si hanno così le granite o le cremolate, simili – ma più raffinate – alle bibite che si ottengono aggiungendo uno sciroppo al ghiaccio tritato.

Il sorbetto al limone è una preparazione che viene tipicamente servita durante i pranzi a base di pesce con la funzione di rinfrescare il palato. Può essere semplicemente preparato in casa, anche senza l’ausilio di una gelatiera.

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