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Articoli con tag ‘gelato’

Come preparare le banane Copacabana

banana-copacabanaLa banana è uno dei più importanti frutti della fascia tropicale, nella quale viene coltivato da tempi remotissimi. Sono state rinvenute testimonianze archeologiche in alcuni territori della Papua Nuova Guinea che suggeriscono cha la coltivazione della banana risalga almeno al 5000 a.c. e forse anche all’8000 a.c.

La banana viene menzionata per la prima volta nella storia scritta in dei testi buddisti del 600 a.c.

I maggiori centri di produzione sono l’Asia meridionale, l’America centrale  e i territori del Golfo di Guinea: in particolari ambienti però può crescere e fruttificare al di fuori della zona tropicale, come ad esempio, in qualche zona della Sicilia e della Calabria.

La parola banana deriva da una lingua dell’Africa Occidentale, probabilmente la lingua wolof. Quando i portoghesi giunsero in Africa, scoprirono la presenza degli alberi della banana e portarono i semi in America meridionale per coltivarla. La parola entrò  a far parte della lingua portoghese e spagnola. La banana, che ancora non era conosciuta in Europa, nel 1601 veniva descritta come “il frutto che profuma di rosa”.

Le specie di importanza alimentare sono la Musa paradisiaca, la Musa nana e la Musa sapientum, delle quali si conoscono moltissime varietà. Sui nostri mercati sono più diffuse le varietà di misura maggiore, ma nei Paesi d’origine sono molto apprezzate le varietà piccole, verdi o rossicce, più saportite.

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Pesche Melba, gustoso connubio tra gelato e pesche

nl0110_melba1_lgNel panorama gastronomico mondiale esistono dei piatti che tutti conoscono e che tutti mangiano da tempo immemore. Una Saint’Honorè, ad esempio, non ci si chiede neanche dove, come e da chi è stata inventata; ci si limita a mangiarla. E con molto gusto.

A volte però, ci sono alcuni nomi che stuzzicano la curiosità più di altri, alcune nomenclature che non ci fanno pensare neanche a delle persone in carne ed ossa. Ed è questo il caso del soprano Nellì Melba.

Nacque nel 1861 in Australia e nel 1892 debuttò al Covent Garden di Londra nel “Lohengrin” di Wagner. Gli ammiratori organizzarono per lei, dopo lo spettacolo, un banchetto di gala al Savoy Hotel e chiesero allo chef di preparare un dolce speciale per l’avvenimento che rinfrescasse la preziosa ugola del soprano.

Ovviamente al Savoy non c’era uno chef qualunque ma Mister Auguste Escoffier: egli, prendendo spunto dal cigno del Lohengrin, riempì di gelato una grande coppa in forma di cigno, depose sul gelato delle mezze pesche fatte cuocere in sciroppo di zucchero e decorò con una purea di lamponi freschi. Chiamò tale composizione pesche Lohengrin ma, quella sera, a tavola, tutti le ribattezzarono pesche Melba.

Nellì Melba morì nel 1931 ma ancora oggi, più o meno consapevolmente, viene ricordata ogni qual volta che gelato, pesche e lamponi si uniscono per dar vita a una delle ricette più famose della pasticceria internazionale.

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Coppa di gelato con amaretti e mandorle

gelato agli amaretti e mandorleLa diffusione del congelatore ha ormai reso il gelato un prodotto sempre disponibile, d’estate come d’inverno, con l’approvazione della moderna dietologia, che consiglia il gelato come alimento alternativo in più occasioni e a tutte le età come merenda o spuntino, pranzo veloce o completamento di un pasto leggero, un alimento prezioso perchè facile da mangiare, dosabile nella quantità e quindi nei valori nutritivi.

Il gelato vero e proprio è a base di latte che, nel gelato industriale, è quasi sempre magro e in polvere perchè ha una maggiore conservabilità ed è di pronto impiego.

Oltre al latte vengono utilizzati altri ingredienti come panna, tuorli d’uovo e zuccheri (glucosio, saccarosio ecc.) più aromatizzanti, come per esempio cacao, caffè, malto, frutta (fresca, surggelata, pastorizzata, secca) ecc.

Con questa ricetta impareremo a preparare un buon gelato con amaretti e mandorle.

Le dosi riportate sono per 6 persone.

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Cultura e tradizione: la sagra del pistacchio di Bronte

pistacchio di bronteIl pistacchio, elemento dai colori e dalle qualità organolettiche, costituisce una risorsa unica per diversi paesi situati alle pendici dell’Etna, pensiamo ad Adrano, a Biancavilla, ma soprattutto a Bronte, dove lo scorso 9 Giugno si è giunti ad un traguardo che si inseguiva da anni: all’interno della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, infatti, il pistacchio verde di Bronte ha ricevuto la Denominazione di Origine Protetta, grazie alla quale adesso questo importante alimento è identificato e protetto dagli abusi e dalle contraffazioni che da sempre lo hanno interessato.

Per questo, ma soprattutto per la passione che spinge i brontesi ad occuparsi della coltivazione di questa importante risorsa economica, molti anni fa è stata ideata la sagra del pistacchio di Bronte, la quale si configura come la più importante manifestazione del piccolo borgo etneo, volta ad esaltare il gusto e le benefiche proprietà dell’ “oro verde”, il quale, relativamente alla specie botanica della “pistacia vera”, è di esclusiva produzione del territorio siciliano, coperto in gran parte da questa pregiata coltivazione. Continua »