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Minestra d’orzo e fagioli, sostanzioso primo piatto
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L’ orzo è un cereale usato, nei Paesi europei, soprattutto per la preparazione della birra.
Si tratta di un cereale a grande adattabilità ecologica, ed è diffuso dalle regioni nordiche a quelle tropicali, dal livello del mare alle zone montane.
L’uso dell’orzo in grani, nelle ricette attuali, è la testimonianza diretta della cucina preistorica, quando, prima di scoprire la macinazione e l’abburattamento, gli uomini si accontentavano di far bollire i semi dei cereali, rendendoli commestibili.
L’orzo che entra nelle nostre cucine è quello decorticato che cuoce in tempo minore rispetto all’orzo integro, ed è più facilmente digeribile.
Si distinguono l’orzo mondo – o mondato – da cui si è tolto solo il primo rivestimento superficiale del chicco e l’orzo perlato, completamente privo di crusca. E’ soprattutto il perlato ad essere scelto per la preparazione di minestre in brodo, mentre l’orzo mondo, più resistente alla cottura e dal sapore meno delicato, serve per preparare minestroni, zuppe e sostituisce la pasta in minestre sostanziose di fagioli.
Molto usata in passato, per preparare focacce e pani meno pregiati di quelli di farina di frumento – nella Bibbia se ne parla spesso – la farina d’orzo è quasi scomparsa.
Salsa alla menta, uno sfizio sulle carni
La menta è una pianta erbacea della quale si conoscono moltissime varietà, diverse fra loro per caratteri morfologici e per aroma che ibridizzano facilmente:ne è quindi difficile la classificazione anche per l’abbondanza di nomi locali. Le foglie cadono nella stagione invernale.
L’unica varietà officinale, cioè usata in farmacia, è la menta piperita (che gli inglesi chiamano peppermint), alta fino ad 80 cm, intensamente aromatica in tutte le sue parti; è un ibrido sterile che si riproduce per talea.
Se ne conoscono la varietà bianca, con steli verde chiaro, e nera con steli scuri; il suo olio essenziale, adatto per aromatizzare caramelle e liquori, contiene, fra le altre sostanze, il mentolo, riproducibile per sintesi.
In cucina si usano preferibilmente altre varietà, come la menta verde, alta fino a 45 cm con foglie verde scuro, ovali, lunghe da 5 a 10 cm, fortemente aromatiche, o la mentuccia romana a foglie piccole.
Le sommità fiorite fresche o secche, sono usate per la preparazione del tè alla menta.
Pur trattandosi di un’erba tipica della cucina del Mediterraneo, la menta è un elemento di base di una delle più tradizionali ricette britanniche, quella della salsa alla menta che accompagna il montone o l’agnello.
Sorbetto al limone, semplice e rinfrescante
Con il termine sorbetto si indicano, in gelateria, le composizioni “magre”, e cioè prive di panna e uova. Il sorbetto infatti è preparato di massima con una purea o un succo di frutta, con caffè, tè o altro, mescolati ad uno sciroppo di zucchero. In alcuni casi si adopera anche il vino o il liquore diluito, come nel punch alla romana.
Il sorbetto (il nome ha origine araba: sarebbero stati appunto gli Arabi a farlo conoscere ai Siciliani) è molto più leggero di un gelato a base di crema: per questo, nei grandi menù dell’Ottocento, veniva servito a metà banchetto, con la convinzione che il processo digestivo fosse così agevolato.
La preparazione casalinga del sorbetto, per quanto laboriosa, è più facile di quella dei gelati. Il sorbetto può anche essere fatto condensare, nella gelatiera elettrica o nel freezer, in modo da ottenere un composto omogeneo risultante dalla massa di cristalli minuti, oppure una massa di cristalli di ghiaccio di misura maggiore, tanto che a volte la parte acquosa risulta separata da quella di base, che ha punti di condensazione a freddo diversi: si hanno così le granite o le cremolate, simili – ma più raffinate – alle bibite che si ottengono aggiungendo uno sciroppo al ghiaccio tritato.
Il sorbetto al limone è una preparazione che viene tipicamente servita durante i pranzi a base di pesce con la funzione di rinfrescare il palato. Può essere semplicemente preparato in casa, anche senza l’ausilio di una gelatiera.
