Omelette, un classico della cucina francese

L’omelette è una frittata di due o più uova (uno chef abile può arrivare ad otto, ma in casa è bene non superare le quattro o al massimo le sei) che, nell’ultima fase di cottura, viene ripiegata in due, come un grosso raviolo, o in tre parti, in modo da racchiudere una guarnizione, se la ricetta la prescrive, o semplicemente per conservare l’omelette morbida e “bavosa” nell’interno, mentre la superficie è leggermente dorata.

Il nome, secondo l’Academie des Gastronomes, verrebbe da un piatto dell’antica Roma, una frittata di uova e miele, detta ovamellita; nel Cinquecento, a Firenze, l’omelette era chiamata, per la sua forma “pesce d’uova” (nome che mantiene ancora oggi nella Sicilia orientale).

Per cuocere un’omelette occorre una padella di ferro (non lavata ma pulita con carta da cucina) o di materiale antiaderente leggermente unta d’olio o di burro.

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Trecento ricette per risparmiare denaro, tempo e fatica

L’opinione piu’ diffusa tra gli amanti della buona tavola, è che la cucina di qualità è anche una cucina che richiede ingredienti particolarmente costosi. Ma questa è una convinzione assolutamente falsa!
Esistono infatti moltissimi ingredienti economici, spesso poco usati o  tipici di alcune regioni d’Italia e quindi poco conosciuti altrove. Questo libro fornisce tutte le linee guida per imparare a conoscere gli ingredienti più economici e riuscire cucinarli in maniera semplice, ma gustosa in modo da esaltare i sapori.

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Monte Bianco: castagne, panna ed eleganza

Monte bianco è il nome di fantasia dato, in cucina e dai pasticceri, a composizioni diversissime tra loro per ciò che concerne i componenti, ma aventi tutte lo stesso aspetto di “montagnola” dal colore candido: più che di ricette, si tratta di presentazioni che, con una certa dose di fantasia, possono ricordare una cima coperta di neve.

In Italia, due vivande vengono indicate sulle liste dei ristoranti con questo nome: il baccalà ridotto a piccoli pezzi e disposto nel piatto come si è detto (e in tal caso, il “monte” è bianco anche all’interno), e la purea di castagne, coperta di chantilly.

Il Monte bianco di castagne deve essere consumato immediatamente altrimenti la “neve” si stacca e diminuisce di volume, specie se il dolce viene conservato in frigorifero.

Tale preparazione può essere trasformata in un vulcano sotto la neve inserendo sulla cima una scodellina metallica contenente un batuffolo di coltone idrofilo imbevuto di alcol puro, da incendiare al momento del servizio (da evitare, perchè velenoso, l’alcol denaturato).

Preparare questo dolce è un pò complesso ma i risultati vi ripagheranno in pieno delle vostre fatiche!

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Tradizioni d’inverno: olive infornate

L’olivo è coltivato da millenni nel bacino del Mediterraneo.

La maturazione dell’oliva avviene, a seconda della latitudine e dell’esposizione, da novembre a gennaio. Quantità e qualità della produzione sono molto influenzate dall’andamento stagionale, e quindi il raccolto può avere notevoli variazioni da un anno all’altro nella stessa regione.

La distinzione fra l’oliva da consumarsi a tavola e quella che dà l’olio è abbastanza netta: di solito, le qualità adatte per un uso non si prestano all’altro.

Questo frutto tipicamente mediterraneo è rielaborato in base a ricette varianti da un Paese all’altro. In Italia le olive vengono preparate in tantissimi modi: in salamoia, sott’olio, essiccate parzialmente, al forno, snocciolate, farcite ecc.

Tutte le olive conservate sono adatte per guarnire piatti freddi, aromatizzare alcune preparazioni, dalle pizze ai sughi, per la pasta asciutta, ma sono considerate accompagnamento d’obbligo per l’aperitivo.

Preparare le olive infornate è un semplice modo per averne sempre in casa una deliziosa riserva.

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Una semplice e gustosa merenda direttamente dall’America: Almond Cake

Il mandorlo è una pianta originaria dell’Asia che ancora cresce spontanea in alcune regioni del Caucaso o in Grecia. Ai Romani va il merito di averla trapiantata in Italia, ed oggi è abbondantemente coltivata in tutto il bacino mediterraneo.

Si distinguono due tipi di mandorle, le dolci e le amare: di uso alimentare le prime, mentre le seconde, usate perlopiù in farmacia, sono velenose, se ingerite, a causa della presenza di un glucoside che contiene acido cianidrico. Le mandorle amare vengono anche usate per la fabbricazione di profumi e medicamenti. Se di quelle dolci si fa un largo uso domestico, il loro maggiore impiego si ha nell’industria dolciaria, per confetti, cioccolato ecc.

Nella cucina europea però, le mandorle hanno impiego limitato: la ricetta più nota è quella francese della trota al burro con mandorle. Maggiore l’utilizzazione nelle gastronomie orientali, soprattutto quella cinese. Ma dove questo frutto appare insostituibile è nella pasticceria, specie di tipo mediterraneo, che dà un posto preminente agli impasti a base di questi frutti.

In pasticceria le mandorle vengono impiegate in quattro modi. Anzitutto intere, tali e quali oppure tostate e, in seguito, coperte di zucchero fuso (pralinate), o anche, per accompagnare bevande alcoliche, di sale fino, sfilettate; vi è poi la polvere o farina di mandorle, ottenuta macinando i frutti tostati e pralinati; infine, il derivato che offre una grande scelta di possibilità di impiego, ossia la pasta di mandorle.

Le mandorle sono frutti deliziosi che possono essere utilizzati per accompagnare un pranzo, una cena o una merenda. E proprio quest’ultima che sarà davvero speciale se avrà come protagonista una deliziosa torta di mandorle, preparata secondo la tradizione d’oltre oceano.

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Decorazioni di zucchero

decorazioni di zuccheroE’ sempre bello per le feste dei bambini, per San Valentino, Natale, Pasqua e tutte le ricorrenze importanti, creare un dolce per far felici i nostri cari. Ma invece di portare in tavola sempre le solite torte, non sarebbe meglio personalizzarle in base all’evento o al festeggiato?

Con questo libro potete imparare come utilizzare lo zucchero per decorare le torte, e grazie alle illustrazioni potete prendere molti spunti per realizzare un dolce unico, colorato e divertente per le persone a voi più care.

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Dolce d’inverno: torta di nocciole

tortanocciole La nocciola è il frutto di una pianta molto simile ad un cespuglio che cresce e fruttifica allo stato selvaggio sulle colline e sulle pendici delle montagne. E’ favorita dai climi miti, tipicamente mediterranei.

La nocciola, di forma tondeggiante, è racchiusa in un involucro di foglioline poste a corona che la tengono saldata alla pianta. A maturazione le foglioline si staccano, si allargano e il frutto cade spontaneamente.

Disponibili teoricamente in tutto l’arco dell’anno, le nocciole, come l’altra frutta seccca, verso i mesi estivi si rinsecchiscono all’interno proprio della parte edibile. La leggerezza farà capire all’acquirente se si tratti più o meno di un frutto già troppo secco.

Le nocciole si conservano a lungo, a temperatura ambiente, ma, soprattutto per quelle sgusciate, è bene accertarsi che non siano irrancidite.

Hanno un utilizzo abbastanza vasto in cucina, soprattutto in pasticceria.

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La meringa: un dolce friabile e leggerissimo

MeringheNel linguaggio tecnico, il nome meringa indica uno degli impasti di base della pasticceria, formato da albume d’uovo, montato a neve molto ferma, e zucchero a velo, cotto poi al forno fino ad ottenere, eliminando l’umidità, un composto molto secco, friabile, leggerissimo, usato come base per torte e gelati, soprattutto se si impiega la panna montata, oppure modellato per ottenere, dopo la cottura, dei pezzi di piccola pasticceria a forma di mezze sfere.

Sono appunto queste mezze sfere di meringa che, accoppiate a due a due con una cucchiaita di chantilly montata molto ferma, vengono generalmente chiamate meringhe.

Vengono in genere preparate al momento di servirle e vanno consumate subito.

Volendo si può completare la composizione mescolando alla panna pochi pezzettini di candito o cioccolata amara, e cospargendola con pochissimo cacao in polvere.

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Ricette base, il Pan di Spagna all’italiana

pandispagnaPan di Spagna è il nome che in pasticceria si dà ad un impasto morbido e soffice, non lievitato, e cotto al forno. Lo si usa raramente da solo e viene piuttosto utilizzato per preparare dolci inzuppati, pasticcini, torte farcite.

La ricetta è antica e si trova in libri del Seicento ( fra gli altri quello del Tanara, “L’economia del cittadino in villa“).

E’ uno dei dolci più semplici, a base di uova, zucchero, fecola di patate che, appunto per la mancanza di altri ingredienti che ne eleverebbero il potere calorico, può essere usato in diverse occasioni. E’ indicatissimo nelle inappetenze dei bambini, nell’alimentazione di persone anziane, nei soggetti sottopeso e, in genere, nella dieta di tutti coloro che non riescono con la razione normale a raggiungere la quota di zuccheri di cui necessitano Continua a leggere

Saporite melanzane alla provenzale

melanzaneripiene La melanzana è una pianta probabilmente originaria dell’India.

Il frutto è una bacca voluminosa con buccia lucente, spessa, e polpa fibrosa, dura e di sapore amaro che diventa tenera e gradevole con la cottura.

Le diverse varietà sono caratterizzate dalla forma del frutto e dal suo colore (nero-violetto, viola chiaro, porporino, bianco).

Il loro uso in cucina è molto discontinuo: nell’Italia Settentrionale compaiono raramente in tavola cucinate, per lo più, senza fantasia, mentre nel Sud, ed in particolare in Sicilia, sono un cibo insostituibile e contano un ricettario molto ricco e variato.

Si va dalle paste asciutte come la pasta alla Norma, alle guarnizioni; inoltre, messe sott’olio, le melanzane costituiscono un ottimo antipasto.

Eguale entusiasmo nella cucina mediorientale e in quella turca.

Per prepararle a qualsiasi uso è necessario che le melanzane vengano tagliate in fette, più o meno sottili, cosparse di sale (preferibilmente grosso)  da entrambi i lati e poste a scolare per almeno un paio d’ore. Questo procedimento fa sì che esse perdano il loro liquido amaro.

Prima di utilizzarle per la preparazione desiderata è necessario sciaquarle e asciugarle su un panno. Continua a leggere