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Budino al cioccolato la merenda dei golosi

Budino al cioccolatoBudino al cioccolato che merenda! Grandi e piccini saranno soddisfatti da questo dolce semplice e gustoso e soprattutto intramontabile. Farlo è semplicissimo e gli ingredienti non son difficili da trovare.

Ecco la ricetta del budino al cioccolato: Mischiate l’amido di mais e il cacao amaro in polvere passandoli al colino per eliminare i grumi. Metteteli a fuoco lento in un pentolino e portateli a bollore con una parte del latte nel quale avrete sciolto i cucchiaini del profumatissimo miele d’arancio. In un altro recipiente scaldate il latte restante e fatevi sciogliere la cioccolata fondente. Unite i due composti liquidi ormai alla stessa temperatura (ricordate di non far bollire il latte!) Rimettete sul fuoco molto lento e con una frusta mescolate il composto finché non sia ben rappreso. Assicuratevi di aver acquistato degli stampi adatti a contenere alimenti caldi e dopo averli ben puliti versate ora il contenuto. Fateli raffreddare e lasciateli in frigo per qualche ora. Guarnite poi con scorzette d’arancia, una fragola o frutti di bosco.

Ecco gli ingredienti del budino al cioccolato:

Ingr.: (per 2 porzioni)
gr. 200 di latte
gr. 50 di cioccolato fondente
1 cucchiaino di cacao amaro
2 cucchiai di amido di mais
2 cucchiai di miele d’arancio.

 

Salsa alla menta, uno sfizio sulle carni

La menta è una pianta erbacea della quale si conoscono moltissime varietà, diverse fra loro per caratteri morfologici e per aroma che ibridizzano facilmente:ne è quindi difficile la classificazione anche per l’abbondanza di nomi locali. Le foglie cadono nella stagione invernale.

L’unica varietà officinale, cioè usata in farmacia, è la menta piperita (che gli inglesi chiamano peppermint), alta fino ad 80 cm, intensamente aromatica in tutte le sue parti; è un ibrido sterile che si riproduce per talea.

Se ne conoscono la varietà bianca, con steli verde chiaro, e nera con steli scuri; il suo olio essenziale, adatto per aromatizzare caramelle e liquori, contiene, fra le altre sostanze, il mentolo, riproducibile per sintesi.

In cucina si usano preferibilmente altre varietà, come la menta verde, alta fino a 45 cm con foglie verde scuro, ovali, lunghe da 5 a 10 cm, fortemente aromatiche, o la mentuccia romana a foglie piccole.

Le sommità fiorite fresche o secche, sono usate per la preparazione del tè alla menta.

Pur trattandosi di un’erba tipica della cucina del Mediterraneo, la menta è un elemento di base di una delle più tradizionali ricette britanniche, quella della salsa alla menta che accompagna il montone o l’agnello.

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Mozzarella in carrozza, piatto semplice e versatile

La mozzarella è un formaggio fresco, prodotto secondo la formula più antica, solo con latte di bufala. Fino a qualche decennio addietro la mozzarella veniva prodotta artigianalmente in alcune località dell’Italia centro-meridonale – specie nelle pianure del Lazio, in Campania ed in Puglia – per essere consumata immediatamente sul posto.

Per tradzione la si considera anche un formaggio da cucina, specie per le pizze, la mozzerella in carrozza e i supplì “al telefono”, certi piatti al gratin. La mozzarella si usa anche per completare insalate miste.

In certe regioni, come nel Lazio, questo formaggio conserva talvolta il suo antico nome di “provatura”, riservato però solo alle mozzarelle preparate con latte di bufala.

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Cotolette del tassista, un modo insolito di utilizzare la mortadella

La mortadella è un insaccato tipicamente italiano a basa di carne triturata suina e bovina o solamente suina.

Due ipotesi sono state formulate per spiegare l’origine di un nome così inconsueto in salumeria. La prima, più credibile, è collegata al fatto che i lavoranti della corporazione bologhese dei “salaroli”, ossia dei salumieri, pestavano le carni a lungo nel mortaio fino a ridurle ad un impasto roseo ed omogeneo, da mescolare poi con i cubetti di lardo e il pepe in grani; la seconda, esposta in qualche storia francese della cucina, si collegherebbe con l’abitudine di profumare l’impasto con bacche di mirto ( e quindi, il nome esatto dovrebbe essere mirtadella). Ma tale aggiunta di bacche aromatiche non figura in nessun ricettario: la sola variante alla preparazione tradizionale  è quella, in certe province italiane, di pistacchi verdi.

La mortadella è una specialità tipicamente bolognese; ma tutti i salumifici ne producono in quantità enormi. Si tratta infatti del salume più venduto in Italia: ragioni di tale successo sono il costo, basso rispetto a quello di altri insaccati, e il sapore gradevole.

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Tradizioni d’inverno: olive infornate

L’olivo è coltivato da millenni nel bacino del Mediterraneo.

La maturazione dell’oliva avviene, a seconda della latitudine e dell’esposizione, da novembre a gennaio. Quantità e qualità della produzione sono molto influenzate dall’andamento stagionale, e quindi il raccolto può avere notevoli variazioni da un anno all’altro nella stessa regione.

La distinzione fra l’oliva da consumarsi a tavola e quella che dà l’olio è abbastanza netta: di solito, le qualità adatte per un uso non si prestano all’altro.

Questo frutto tipicamente mediterraneo è rielaborato in base a ricette varianti da un Paese all’altro. In Italia le olive vengono preparate in tantissimi modi: in salamoia, sott’olio, essiccate parzialmente, al forno, snocciolate, farcite ecc.

Tutte le olive conservate sono adatte per guarnire piatti freddi, aromatizzare alcune preparazioni, dalle pizze ai sughi, per la pasta asciutta, ma sono considerate accompagnamento d’obbligo per l’aperitivo.

Preparare le olive infornate è un semplice modo per averne sempre in casa una deliziosa riserva.

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Dolce d’inverno: torta di nocciole

tortanocciole La nocciola è il frutto di una pianta molto simile ad un cespuglio che cresce e fruttifica allo stato selvaggio sulle colline e sulle pendici delle montagne. E’ favorita dai climi miti, tipicamente mediterranei.

La nocciola, di forma tondeggiante, è racchiusa in un involucro di foglioline poste a corona che la tengono saldata alla pianta. A maturazione le foglioline si staccano, si allargano e il frutto cade spontaneamente.

Disponibili teoricamente in tutto l’arco dell’anno, le nocciole, come l’altra frutta seccca, verso i mesi estivi si rinsecchiscono all’interno proprio della parte edibile. La leggerezza farà capire all’acquirente se si tratti più o meno di un frutto già troppo secco.

Le nocciole si conservano a lungo, a temperatura ambiente, ma, soprattutto per quelle sgusciate, è bene accertarsi che non siano irrancidite.

Hanno un utilizzo abbastanza vasto in cucina, soprattutto in pasticceria.

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Saporite melanzane alla provenzale

melanzaneripiene La melanzana è una pianta probabilmente originaria dell’India.

Il frutto è una bacca voluminosa con buccia lucente, spessa, e polpa fibrosa, dura e di sapore amaro che diventa tenera e gradevole con la cottura.

Le diverse varietà sono caratterizzate dalla forma del frutto e dal suo colore (nero-violetto, viola chiaro, porporino, bianco).

Il loro uso in cucina è molto discontinuo: nell’Italia Settentrionale compaiono raramente in tavola cucinate, per lo più, senza fantasia, mentre nel Sud, ed in particolare in Sicilia, sono un cibo insostituibile e contano un ricettario molto ricco e variato.

Si va dalle paste asciutte come la pasta alla Norma, alle guarnizioni; inoltre, messe sott’olio, le melanzane costituiscono un ottimo antipasto.

Eguale entusiasmo nella cucina mediorientale e in quella turca.

Per prepararle a qualsiasi uso è necessario che le melanzane vengano tagliate in fette, più o meno sottili, cosparse di sale (preferibilmente grosso)  da entrambi i lati e poste a scolare per almeno un paio d’ore. Questo procedimento fa sì che esse perdano il loro liquido amaro.

Prima di utilizzarle per la preparazione desiderata è necessario sciaquarle e asciugarle su un panno. Continua a leggere

Mele caramellate all’americana, deliziosa e nutriente merenda

mele-caramellateLa mela è il frutto prodotto da un albero della famiglia delle Rosacee già conosciuto dai Romani.

La buccia è liscia, di colore uniforme o sfumato, variabile dal giallo verdastro, al rosa, al rosso intenso; anche la polpa ha un colore variabile, dal bianco al verde pallido o al giallo rosato.

Di questo frutto si conoscono oltre 7000 varietà.

Le mele contengono un enzima detto ossidasi, particolarmente abbondante in alcune varietà, che provoca il rapido annerimento del frutto tagliato.

Per ciò che riguarda l’uso in gastronomia, occore fare una distinzione fondamentale fra la cucina italiana (e, in genere, quella delle zone del mediterraneo) e le gastronomie del centro Europa: da noi le mele sono usate come frutta fresca oppure come elemento da elaborare in pasticceria; nella zona interna del nostro continente questo frutto, specie nei tipi aciduli, viene invece utilizzato anche in cucina, per accompagnare piatti più sostanziosi , ed in particolare quelli di maiale. Questa tradizione europea risale al nostro Rinascimento, quando erano gli italiani ad imporre piatti dolci e salati.

I pregi delle mele sono molti: si conservano bene, anche senza speciali accorgimenti, per molte settimane; si prestano ad essere cotte intere, con la buccia o senza, in tegame o al forno, con quantità di zucchero che variano, senza compromettere la riuscita, a seconda dei gusti personali; servono per preparare marmellate, puree, dolci di ogni tipo. Si adattano anche ad essere servite come contorno, come avviene in molti Paesi, specie nell’Europa centro-settentrionale, da sole, o assieme a patate o altro.

Cuocendo le mele intere, con la buccia, è bene liberarle dal torsolo, usando uno scavino: si ottiene uno spazio centrale in cui inserire lo zucchero che, unitamente al succo di mela, dà un eccellente caramello.

I modi di gustare le mele sono molteplici e, accanto alla classica torta, sono buonissime anche caramellate, tipico modo di gustarle americano.

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Salsa al cioccolato mille usi

salsaalcioccolatoSalsa dolce è il nome tecnicamente corretto di alcune creme e delle marmellate rese fluide con aggiunta di sciroppo, servite con dolci o gelati.

Fra le creme la più nota è la salsa al cioccolato, di consistenza intermedia fra quella di un budino e quella di una cioccolata in tazza.

Si serve di solito calda su dolci a base di paste lievitate – focacce, madeleine, ecc – tagliate a fette, o su composizioni di biscotti o gelati; fredda (ma si realizza addizionando la crema inglese con del cioccolato amaro e della panna montata) si usa per guarnire budini o pandispagna.

Escoffier chiama salse dolci, se impiegate in modo analogo, anche la crema inglese e lo zabaione.

Questa preparazione va servita in salsiera, affinchè ogni commensale possa aggiungere il quantitativo che desidera al dolce che ha sul piatto.

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Sorbetto al limone, semplice e rinfrescante

sorbettoallimone Con il termine sorbetto si indicano, in gelateria, le composizioni “magre”, e cioè prive di panna e uova. Il sorbetto infatti è preparato di massima con una purea o un succo di frutta, con caffè, tè o altro, mescolati ad uno sciroppo di zucchero. In alcuni casi si adopera anche il vino o il liquore diluito, come nel punch alla romana.

Il sorbetto (il nome ha origine araba: sarebbero stati appunto gli Arabi a farlo conoscere ai Siciliani) è molto più leggero di un gelato a base di crema: per questo, nei grandi menù dell’Ottocento, veniva servito a metà banchetto, con la convinzione che il processo digestivo fosse così agevolato.

La preparazione casalinga del sorbetto, per quanto laboriosa, è più facile di quella dei gelati. Il sorbetto può anche essere fatto condensare, nella gelatiera elettrica o nel freezer, in modo da ottenere un composto omogeneo risultante dalla massa di cristalli minuti, oppure una massa di cristalli di ghiaccio di misura maggiore, tanto che a volte la parte acquosa risulta separata da quella di base, che ha punti di condensazione a freddo diversi: si hanno così le granite o le cremolate, simili – ma più raffinate – alle bibite che si ottengono aggiungendo uno sciroppo al ghiaccio tritato.

Il sorbetto al limone è una preparazione che viene tipicamente servita durante i pranzi a base di pesce con la funzione di rinfrescare il palato. Può essere semplicemente preparato in casa, anche senza l’ausilio di una gelatiera.

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